domenica 25 aprile 2010

Apicoltura Spazio Mussi : L’approssimazione, la variabilità, la convenienza, la libertà.

Quando nella primavera del 2004 misi per la prima volta alla prova lo SpazioMussi©, non disponendo ancora dei distanziatori regolamentari, molto semplicemente e quasi brutalmente mi sono adeguato alle istruzioni ricevute oralmente da Francesco Mussi nel settembre dell’anno prima a Lubiana.
La sciando, a partire dalla parete di destra, lo spazio d’ape regolamentare di otto millimetri ho suddiviso lo spazio a intervalli di quarantacinque millimetri, ho ricavato


otto “alloggi” per i telaini  e nello spazio rimanente, nel lato sinistro, insufficiente per un nono telaino ho piazzato un diaframma mobile.




Sei arnie adattate in questo modo sono state lo strumento per testare lo Spazio Mussi©.
In seguito ai risultati, a dir poco stupefacenti, incominciai a parlarne con altri apicoltori trapanesi, da uno di questi ebbi una notizia che indirettamente confermava la possibile bontà del metodo.
Infatti seppi di un apiario, di circa cinquanta alveari Dadant, acquistati nella Sicilia orientale e popolati da api ligustiche, che sia nel nido che nel melario portavano distanziatori da otto favi da melario ad intervalli di quarantotto mm. Questi alveari presentavano rispetto agli altri cento dello stesso apicoltore, con distanziatori regolamentari dadant distanziati a trentotto mm, una maggiore resistenza alla varroa, che era stata attribuita dall’apicoltore alla diversa qualità delle api, pur essendo necessario almeno un trattamento annuale.
Sostituire i distanziatori in centinaia di arnie popolate significa anche effettuare centinaia di travasi nel periodo più adatto per le api che è la primavera, mentre gli alveari sono in crescita, non è proprio un giochetto. La soluzione temporanea adottata in un certo numero di alveari fu quella di piegare con la leva le orecchiette dei distanziatori e quindi allargare lo spazio tra i favi usando come standard di verifica la larghezza della leva che è di circa venti millimetri.
Acquisita una certa pratica, in molti casi, mi sono regolato ad occhio e, rispetto al controllo della varroa, non è cambiato niente rispetto allo Spazio Mussi©? regolamentare, le api se la sono sbrigata da sole e direi, egregiamente. Successivamente, un poco alla volta, tutti i distanziatori sono stati sostituiti con quelli regolamentari a Spazio Mussi© rientrando in una cosiddetta  “normalità.
Ora, guardando con occhio da geometra il posizionamento dei favi, in quegli alveari arrangiati, si vedeva subito un certo qual disordine di cui le api non sembrano averne risentito affatto.
Viene spontanea una domanda: non è che abbiamo esagerato con la mania della precisione ad ogni costo?
Io direi proprio di si!
La capacità delle api di piegare lo spazio alle proprie esigenze è notevole, tutti abbiamo visto sciami installati nei più strani contenitori, dalla botticella abbandonata al tubo da stufa, dall’intercapedine di un muro al vecchio comodino, dal vano del contatore dell’energia elettrica al mucchio di legna, ecc. ecc. dove in passato, in assenza della varroa, sarebbero vissute alla grande.
Vi figurate un alveare che si trova in difficoltà per lo Spazio Mussi©?
Viene da ridere al solo pensiero.
La verità è un’altra; è l’apicoltore che ha difficoltà ad adattarsi alla nuova e diversificata situazione, all’interno dell’arnia, determinata dall’adozione dello Spazio Mussi© .
E’ lecita una domanda: < è meglio lavorare di più, spendere per i trattamenti, maltrattare le api, inquinare l’ambiente alveare, rischiare di avvelenarsi? Oppure è meglio mettere in atto piccoli accorgimenti da apicoltore per adattare la conduzione degli alveari alla nuova situazione determinata dallo Spazio Mussi©? >
Scegliete liberamente!
Vincenzo Stampa

5 commenti:

  1. Con lo spazio mussi non sono necessari altri trattamenti per il controllo della varroa?

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  2. Nessun trattamento dal 2004 ! sembra incredibile ma è proprio così.

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  3. Non questo primo anno con le api, ma sicuramente l'anno prossimo almeno un arnia la metto con lo spazio mussi. Mi hai convinto.

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  4. ciao, comincio da zero e vorrei adottare lo spazio mussi da subito. una domanda: è possibile utilizzando arnie da 10 telaini o dovrò prenderle da 12?.
    Le api staranno a circa 800 m s.l.m. in garfagnana

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  5. mi dispiace di non essermi accorto prima della tua domanda. Le arnie da 10 favi vanno benissimo, è importante che nel momento del travaso si riduca di un terzo il numero dei favi che le api devono presidiare e che vi sia, in atto o in prospettiva, un buon raccolto.

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