sabato 6 febbraio 2010

Apicoltura Isola del Miele a Marettimo : nuova linea di estrazione del miele

Vivere in prima persona l’evoluzione di un’azienda apistica dalla fase dilettantistica a quella professionale è stata un’esperienza impegnativa ed entusiasmante. La crescita continua del numero degli alveari da gestire a nomadismo ha comportato una continua rimodulazione della logistica:
-       l’avvicendarsi degli apiari nelle diverse postazioni,
-       l’approvvigionamento dei materiali per la conduzione,
-       la gestione del laboratorio.

Tutti fattori in un rapporto di condizionamento continuo e reciproco che costringono l’apicoltore a rivedere periodicamente i tempi di intervento ed i metodi di conduzione. Evitare i colli di bottiglia non è sempre facile, si presentano dove e quando meno te lo aspetti, uno di questi quasi sempre si presenta nel laboratorio. 

L’afflusso dei melari dall’apiario è molto facilitato da semplici e poco costosi
accorgimenti tecnici, ad esempio:
- apiscampo o soffiante per il prelievo dei melari dall’alveare,


(melari pronti per il prelievo)

-       la pallettizzazione dei melari per il trasporto in azienda,
-       il trans-pallett per la movimentazione dentro il laboratorio.


 ( melari pieni pallettizzati )

Due persone ben coordinate sono in grado, in una giornata di lavoro, di prelevare e portare in laboratorio non meno di centocinquanta melari.


(movimentazione interna al laboratorio)

La fase di smielatura, anche con l’aiuto di una disopercolatrice, comporta una laboriosa manipolazione dei favi :
-   prelievo dai melari,
-   disopercolatura,
-       accumulo temporaneo nel banco disopercolatore,
-       riempimento dello smielatore,
-       prelievo dei favi smielati,



( percorso dei favi in laboratorio)

ogni favo viene maneggiato da quattro  a cinque volte.
Un bravo operaio non riesce a trattare più di un favo al minuto il che corrisponde al massimo a circa cinquanta melari al giorno, se si vuole raddoppiare il numero dei melari smielati, occorre raddoppiare il personale ma anche avere smielatori più capienti considerando che per ogni estrazione occorrono almeno quindici minuti; in questo caso è l’estrazione centrifuga il fattore limitante.
L’ammodernamento delle attrezzature di laboratorio deve rispondere all’esigenza di economicità, di riduzione dell’impegno fisico e di velocizzazione del processo produttivo.
Tutte queste esigenze trovano risposta nella linea continua di estrazione che può essere gestita facilmente; la più piccola, mostrata nella foto consente ad un solo operatore la disopercolatura e la centrifugazione di circa centocinquanta melari al giorno.






( linea continua di estrazione gestita da un solo operatore )

Contemporaneamente non possiamo perdere di vista il percorso del miele.




( percorso del miele )

La movimentazione del miele estratto viene effettuata con l’utilizzo di una pompa del tipo peristaltico che non si blocca per la presenza di residui di opercolo o di pezzetti di favo, che può essere comandata manualmente o mediante interruttore a galleggiante e cosa molto importante non crea emulsione nel miele.


( pompa peristaltica )

Il miele accumulato nel banco disopercolatore, sistemato sotto la disopercolatrice, e quello che proviene dallo smielatore, prima di essere stoccati, devono essere sottoposti a filtraggio, la filtrazione si  può agevolmente realizzare con un doppio filtro a gravità all’uscita dal tubo di pompaggio


( filtrazione per gravità direttamente nel recipiente di stoccaggio)

Da qui al vasetto è un'altra storia .

2 commenti:

  1. mi sono accorto che alcune immagini non erano state caricate, scusate l'inconveniente.

    RispondiElimina